Sorrido (sempre più divertita) nell’osservare puntualmente l’espressione, tra l’attonito e l’affranto, di alcune persone a cui dichiaro di non possedere ( e di non desiderare assolutamente) alcuna sorta di gioiello. IO AMO I MIEI GIOIELLI DI LEGNO E LATTA!!
Che sia oro, oro bianco, argento, diamanti o brillanti, mi ostino (con scarsi risultati) a convincere l’interlocutore di turno, della bontà e genuinità della mia opinione.
Cerco di indovinare (sempre più divertita) quello che pensano e che più schiettamente mi direbbero per smontare le mie teorie.
“Non li vuoi perché non te li regalano” mi ha detto l’altro giorno una ragazzina!
Non mi sono mai sentita più autenticamente venale nel risponderle:
“Hai ragione … preferirei una busta con il valore del gioiello … in soldi!”
Non ho mai subito, e non credo subirò mai, il fascino e lo sbrilluccichio dei gioielli.
Adoro, e custodisco come fossero perle preziose, le mie collane di legno e di latta.
Le sfoggio da anni e a mio avviso mi regalano una grazia particolare.
Le ho comprate spesso per strade, da artigiani ( o sedicenti tali) che girano il mondo e non credo nessun gioiello possa regalarmi, la stessa e identica illusione, di stringere tra le dita un pezzo di autentica pura viva … creatività.
In attesa di partire, di impostare la rotta e seguire la direzione…
alcune immagini riemergono nitide e intense, come se arrivassero direttamente da profondità a noi sconosciute o per meglio dire…dall’anima che ti riporta lì…dove …
il cielo tocca la terra, e l’asprezza delle montagne delinea un contorno selvatico di alberi secolari che si addolcisce, però, solo a valle e si perde tra le distese collinari.
Tra i vigneti e le macchie di ulivi, ginestre e origano, la terra è arsa e offerta al sole.
E guardi più in là per scorgere anche a distanza di chilometri,
la profondità delle acque e l’intensità di quel mare che da una sponda all’altra porta con sé il profumo del mediterraneo.
In attesa di partire … sogno la mia terra.
Direzione Calabria.
A me piace molto camminare. E’ sempre piaciuto tantissimo. Lo trovo liberatorio, catartico, terapeutico. E sono convinta che se un giorno dovessi perdere totalmente la ragione, uscire di senno come si suol dire, a quel punto …
non farei altro che camminare.
Una sorta di “Forrest Gump” che non corre, cammina.
Camminerei per le strade di città storiche, ne esplorerei le periferie e ne osserverei le ferite con lo stesso distacco di un antropologo o di un qualsivoglia ricercatore. Osserva, appunta ma giudica in un secondo momento. Quando sarà al riparo dalla vividezza di certe emozioni.
A volte le emozioni colpiscono in faccia. Come se ti arrivasse un sasso sul muso.
Può fare molto male…e distrarti.
Ebbene, se io fossi “totalmente scema” vorrei mantenere lo stesso identico distacco da quello che osservo. Vorrei vedere in faccia la vita. E per vederla davvero - senza lasciarle il tempo di imbellettarsi o indossare la maschera migliore - devi osservare, in punta di piedi, da un angolo apparentemente insignificante.
Camminerei per le strade che portano verso campagne ben curate, filari di viti o campi accecanti di girasoli.
E mi siederei sul ciglio di una strada provinciale. Una di quelle strade abbandonate a se stesse e poco trafficate.
Mi siederei lì per osservare e carpire il segreto dei papaveri e di altri fiori selvatici.
Stanno lì e aspettano. Senza alcuna altra pretesa che stare lì e osservare la vita che passa.
Il film di Antonio Albanese è divertente a tratti esilarante ma fin troppo reale per essere una semplice commedia.
La storia di Cettola Laqualunque, il politico calabrese che da anni è protagonista degli sketch del comico Albanese, regge benissimo i tempi del cinema.
Il protagonista è la caricatura del tipico politico non professionista che decide di “scendere in campo” per proteggere i loschi affari propri e quelli degli amici. Furbo, arrogante, sprezzante di ogni forma di legalità. E’ la triste parodia di una mentalità dilagante al Sud, ma che non risparmia certo i politici nazionali. Il film è un pugno allo stomaco. Mentre ridi di certi atteggiamenti ti rendi conto che sono ormai costume nazionale. L’apparenza, il raggiro delle regole, la prepotenza, le donne come mero oggetto a conferma di un bieco machismo, sono gli elementi forti della visione della vita e della politica di questi personaggi che, sedendo ai posti di comando con il consenso popolare, decidono per noi cittadini e segnano il destino del nostro paese. Bravo Albanese per averci ricordato dove stiamo andando a finire: VOTO 8
Stamattina è arrivato puntuale l’ennesimo invito. Ero in treno e subito ho cominciato a pensare alle tante - perchè sono tantissime - donne che stimo e ammiro dal profondo. Bisogna cambiare l’immagine del profilo e inserire quella di una donna che secondo te meglio rappresenta un MODELLO diverso da quello che i media - e la cronaca nera della politica italiana - voglio imporre. Le donne non sono solo “cose belle”. Le donne sono molto di più. E se c’è ancora bisogno di ricordarlo, a quella parte pervicacemente maschile della nostra cultura, seppure con un gesto banale - come appunto cambiare l’immagine del profilo - allora io oggi sono ILARIA ALPI.
Sono sempre stata affascinata dall’immagine della giornalista impavida pronta a indagare con coraggio e amore per la libera informazione.
E Ilaria era tutto questo…
Bambino
Bambino, se trovi l’aquilone della tua fantasia
legalo con l’intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l’ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell’acqua del sentimento.